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Pilates + depressione = una gradita tregua!

Pilates + depressione = una gradita tregua!

di Anonimo

Recentemente, mi sono trovato a correre in una corsa su strada di 5 km, per un evento di beneficenza di un’organizzazione che fornisce servizi sociali ai soldati americani affetti da disturbi post-traumatici da stress e da depressione. L’organizzazione mira a prevenire il suicidio dei militari. Un collega di lavoro aveva perso il fratello per suicidio alla fine dell’estate del 2016. Sapere di quella perdita per me è stato straziante e molto difficile da elaborare. Mi sentivo in dovere di fare qualcosa, non per motivi altruistici, ma per compassione ed empatia per chi soffre di disturbi mentali. Questo tragico evento è stato il più vicino che io abbia mai avuto al suicidio; tuttavia conosco fin troppo bene la depressione.

Indosso una maschera ogni giorno quando insegno Pilates per coprire il “me” che non voglio che la gente veda. Proprio come Peter Parker (ossia l’Uomo Ragno) non vuole che nessuno conosca la sua vera identità per proteggere se stesso e le persone a lui care, io non dico a nessuno cosa c’è dietro la mia maschera. Paura e ansia guidano questa decisione. Probabilmente ho vissuto e sofferto di depressione da quando avevo sedici anni: più di vent’anni. La depressione non è una condizione che mi piace condividere, mostrare o discutere. Anche ora preferisco rimanere anonimo, ma non per vergogna.

Nel periodo in cui ho iniziato a praticare Pilates, partecipavo regolarmente a sedute di psicoterapia. Ho apprezzato entrambi. Mi piace anche credere che praticare Pilates mi abbia salvato in varie occasioni, aiutandomi a trovare una sorta di forza interiore che avevo perso nel mio stato. Mentre la serie per gli addominali non avrebbe guarito il mio cuore, la continuità di tempo e di luogo, e la comunità con cui condividere il metodo, hanno avuto un magico effetto curativo. Il metodo di movimento avrebbe potuto essere Yoga, Zumba o qualsiasi altra cosa, ma il mio corpo ha scelto il Pilates. Mi piaceva come si sentiva il mio corpo. Non ho capito subito di voler insegnare Pilates: mi ci sono voluti cinque anni per chiedere al mio insegnante come potevo prepararmi. Ero lì, un introverso, isolato, in terapia con antidepressivi e davvero… volevo insegnare Pilates?

La formazione e l’insegnamento hanno rivelato un estroverso nascosto dentro di me, o forse la persona che sognavo di poter essere. Ero entusiasta di condividere la mia passione per il Pilates con gli altri. Allo stesso tempo il me estroverso nascondeva la mia infelicità. Ricordo che dopo una lezione i gruppo di Mat, che pensavo fosse andata piuttosto bene, un cliente mi ha chiesto “Sei un attore?”. La mia risposta dentro e fuori era “Sì”; dovevo per forza essere un attore. Invece la mia risposta fu “No, in realtà sono molto tranquillo quando non insegno”.

Nella mia vita sono accaduti eventi traumatici che hanno avuto un impatto su tutto, compresa la mia capacità di praticare il Pilates. Ci sono stati periodi in cui non sono riuscito a respirare per mesi, soffocato dal mio dolore nascosto. Mi sentivo come se il mio spirito fosse stato strappato via da me – un essere senza vita non respira. Ma potevo relazionarmi con i miei clienti attraverso i benefici che ricevevano dalla pratica del Pilates, perché, per quello che vale, mi sentivo anch’io così quando mi esercitavo. Spero – anzi, so – di essere uno dei tanti che ci mettono il cuore quando insegnano. Amo veramente questa professione e le ricompense che vedo nei miei clienti.

Il signor Pilates cita in diverse occasioni nel suo libro l’importanza del Contrology sulla salute della mente. Nonostante il mio costante lavoro mentale e fisico, sono lontano dal sentirmi “meglio”, ma il Pilates è diventato uno strumento utile per centrarmi. Praticare il Pilates mi ha permesso di stare bene fisicamente e mentalmente – anche se solo per quell’ora, bene. Quando mi allenavo non dovevo essere l’“altro” me, che si sentiva orribile. La mia mente e il mio spirito venivano regolarmente portati in un posto con un obiettivo diverso. Molti citano i benefici per la salute mentale, dati dal movimento e dall’esercizio.

Con il Pilates potevo essere più forte ed avere un’immagine di me più positiva. Col tempo ho imparato a respirare di nuovo, e ad avere passione per il movimento. Il Pilates ha un focus intrinseco che arriva ad un livello di controllo della mente e del corpo. Noi lavoriamo oltre il livello superficiale, addirittura nei livelli più profondi: penso che il Pilates possa toccare lo spirito. Considerando la situazione triste e solitaria in cui il signor Pilates ha sviluppato Contrology, lui credeva e sperava.

Devo riconoscere la verità che il Pilates non può guarirmi. Ma il Pilates può essere una costante stabile, in un periodo in cui il mondo è triste. Posso ricordarmi che ho “qualcosa” nella mia vita che può portare un cambiamento positivo per le persone, compreso me stesso. A volte le storie che i nostri corpi raccontano, le emozioni che ci portiamo dentro, possono cambiare un po’ in un’ora.

Quindi, ci sono stato. Sono ancora lì. Forse anche tu.

Amo quello che faccio, e in un certo senso il Pilates mi mostra un po’ di amore ricambiato. Sarei in un posto molto peggiore se non fosse per il Pilates. Ho iniziato questo blog descrivendo un suicidio. Concludo dicendo che dobbiamo ascoltare chi ha bisogno, dobbiamo riconoscerli ed esserci. Come insegnante, posso dire con fiducia che il Pilates aiuta.

BIOGRAFIA

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Anonimo

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